giovedì, Dicembre 8

Nonostante la guerra è boom industriale in Bulgaria

Secondo gli ultimi dati Eurostat, la produzione industriale nell’Eurozona e in tutta l’UE ha subito una forte contrazione a marzo a causa degli effetti negativi della guerra in Ucraina. In Bulgaria, invece, la produzione di marzo ha segnato un rimbalzo in positivo. Si tratta dei primi dati di produzione che riflettono i reali effetti negativi dell’invasione militare russa dell’Ucraina insieme, particolare non trascurabile, con l’impatto delle sanzioni occidentali su Mosca.

La produzione industriale dell’UE è scesa dell’1,2% a marzo da un aumento dello 0,6% a febbraio.

La produzione di beni capitali nell’UE e nell’area dell’euro è diminuita rispettivamente del 2,6% e del 2,7% . La produzione dei beni di consumo non durevoli è calata rispettivamente dell’1% e del 2,3%. La produzione di energia dell’UE è aumentata dell’1,3% a marzo, ma è scesa dell’1,7% all’interno dell’Eurozona.

Il calo della produzione più forte su base mensile è stato registrato in Slovacchia (del 5,3%), Germania (del 5%) e Lussemburgo (del 3,9%), mentre la crescita maggiore è stata registrata in Lituania (dell’11,3%). %), Estonia (del 5,1%), Bulgaria (del 5%) e Grecia (anche del 5%).

Su base annua, la produzione industriale in Bulgaria è aumentata del 19,1% a marzo dopo un aumento del 14,8% a febbraio, con una crescita più forte solo in Lituania (del 25,9%).

Ma come è possibile che, mentre tutta l’Europa, sulla scia della guerra in Ucraina, scivola verso la recessione, in Paesi come la Bulgaria si assiste a fenomeni di rimbalzo sul piano economico? Ce lo dicono gli esperti di VR and Partners, società leader nella consulenza aziendale a cavallo tra l’Italia e la Bulgaria.

“Non c’è da stupirsi che in questo momento Paesi come la Bulgaria mostrino segni ‘più’ nella bilancia della produzione industriale, ed il motivo va cercato nelle condizioni economiche di questo Paese dove bassa tassazione e, motivo ancora più importante, il bassissimo costo del lavoro, lo rendono il terreno fertile migliore per sfuggire alla morsa della crisi attuale dove gli altri costi energetici vanno a corrodere i già risicati bilanci aziendali. Per questo da diverso tempo consigliamo ai nostri clienti italiani di aprire società in Bulgaria. Fino a ieri era un suggerimento in termini di investimento, oggi per molte imprese può essere l’ultima opportunità per tentare di sopravvivere”.