giovedì, Dicembre 8

Inflazione Bulgaria: +10% a Febbraio 2022

Tanto tuonò che piovve. Si sapeva, anche alla luce di quanto sta accadendo in Ucraina, che i venti dell’inflazione stavano volando veloci ultimamente, e la conferma è arrivata dai dati elaborati dall’Istituto Nazionale di Statistica secondo cui, nel mese di febbraio, l’inflazione in Bulgaria è cresciuta del 10%.

Un aumento “monstre” rispetto alle medie degli ultimi 10 anni che è figlia delle ultime settimane; sì perché, a vedere bene i dati, secondo quanto analizzato dagli esperti di consulenza aziendale di VR and Partners, l’inflazione è cresciuta del 2.9% già solo tra la fine di Dicembre 2021 e l’inizio di Febbraio 2022. Mentre invece, come anticipato, tra Febbraio 2021 e Febbraio 2022 l’aumento è stato del 10%.

Di seguito vi riportiamo i generi che hanno visto un maggiore aumento dei prezzi: riso  del 2,5%, farina  del 4,2%, pane  dell’1,1%, pasta  dell’1,3%, manzo  del 2,3%, carne di maiale  dell’1,4%, carne di pollame  del 4,1%, salsicce  del 2,5, pesce  dello 0,9%, latte intero e magro  rispettivamente del 3,1 e del 2,9%, yogurt  dello 0,9%, formaggio  dell’1,6%, formaggio giallo  dell’1,1%, ricotta  del 2,0%, uova  dello 0,8 %, burro di latte  del 4,0%, margarina  del 4,5%, olio di girasole  dell’1,0%, mele  del 5,2% %, agrumi e frutti del sud  del 2,4%, pomodori  del 27,4%, cetrioli  del 17,4%, cavolo  del 14,3%, peperone  del 23,3%, cipolle mature e aglio  rispettivamente dell’1,4 e del 2,2%, cipolle verdi e porri  del 4,9%, ortaggi a radice (carote e barbabietole)  dell’1,4%, ortaggi a foglia  di 4,1%, olive  del 5,1%, funghi  del 2,2%, fagioli maturi  dell’1,6%, zucchero  dell’1,9%, aceto  dell’1,6%, sale  del 2,1%, caffè  del 6,7%, tè  dell’1,5 %, acqua minerale  del 3,1%, bibite gassate  del 2,2%, brandy  dell’1,7%, vini  del 2,3%, birra  dello 0,6%.

Se ci si vuole consolare è bene sapere che ci sono anche dei generi commerciali per i quali, al contrario, si è rilevata una contrazione dei prezzi al consumo: filetto di maiale affumicato  dello 0,1%, carne macinata  del 3,1%, olio d’oliva – del 2,5%, patate dello 0,3%.

Nonostante la fiammata inflattiva, come ci confermano gli esperti di VR and Partners, la Bulgaria continua ad essere uno dei Paesi Europei con il costo della vita più basso; e non è un caso infatti che proprio le città di mare della Bulgaria siano diventate il “buen ritiro” di molti pensionati italiani.

Se infatti in Italia l’indice del costo della vita, al 2022, è stabilizzato a 66 punti, in Bulgaria è a soli 38 punti. Ovvero, chi sceglie di vivere la propria pensione in Bulgaria, è come se raddoppiasse il valore dell’assegno che mensilmente riceve dall’INPS.